A mia figlia

Voce di bambina.

Voce gaia, come il nome che porti.

Voce senza passato da raccontare, che ha solo qui e adesso.

Tutto o niente.

Amore o rifiuto.

Inconsapevole ancora della grandezza del suo Animo,

che già intravedo nell’indaco dei suoi occhi.

Sei solo emblema di gioia e riccioli sparsi di luce.

Nel mio cuore sei  tutto il cuore,

che batte dal preciso istante in cui iniziò  a battere il tuo.

Cammina sempre così,

a passi leggeri,

per non sprofondare in questo mondo.

Paola Cavioni

A mia figlia
A mia figlia

2 ottobre 1869 – 30 gennaio 1948

Mahatma Gandhi“Mantieni i tuoi pensieri positivi perché i tuoi pensieri diventano parole.
Mantieni le tue parole positive perché le tue parole diventano i tuoi comportamenti.
Mantieni i tuoi comportamenti positivi perché i tuoi comportamenti diventano le tue abitudini.
Mantieni le tue abitudini positive perché le tue abitudini diventano i tuoi valori.
Mantieni i tuoi valori positivi perché i tuoi valori diventano il tuo destino.”

Immagine tratta dal sito: http://webneel.com/wallpaper/gandhi-jayanthi-wallpaper-5

Quando il mare è ancora troppo lontano

La vera scelta non è dove. La vera scelta è con chi.
La vera scelta non è dove.
La vera scelta è con chi.

Cosimo Calamini, autore classe 1975, è stata una bella scoperta. Sia dal punto di vista letterario che umano (trovare uno scrittore che risponde personalmente ai messaggi sui social network credo sia cosa assai rara di questi tempi).

Il suo ultimo libro, Il mare lontano da noi, non l’ho scelto. Me lo hanno regalato. Ho sempre pensato che regalare un libro sia  una cosa ancora più personale che un vestito, un profumo.

Perché per regalare un libro a chi, come me, considera la lettura quasi come una religione, devi conoscere a fondo una persona.

Una volta ho letto una frase che diceva più o meno cosi: non regalare mai a qualcuno un libro che potrebbe piacergli perché probabilmente lo ha già letto. Niente di più vero, ma fortunatamente non in questo caso.

In questo caso infatti non conoscevo né titolo né autore, ma la storia mi si è cucita addosso, come un abito dalla taglia perfetta. Appiccicata proprio.

Fin da subito mi ha colpito la frase riportata sulla copertina. La vera scelta non è dove. La vera scelta è con chi.

Si, con chi. Perché Il mare lontano da noi è la storia di Serena, giovane donna, ricercatrice, mamma, combattuta fra due amori. Non fra due uomini però. Fra l’amore per la famiglia (marito e figlia con problemi di dislessia) e l’amore per se stessa e il suo futuro. Un futuro che le si apre (o le si potrebbe aprire) in un’altra nazione, a migliaia di chilometri dalla tranquillità della sua provincia romana, dalla sua spiaggia di Anzio. Ricostruirsi e rinascere in un altro Stato, trovare il suo mare in un altro mare.

Nel romanzo mi ha colpito molto la descrizione di questa cittadina della provincia, sui Castelli Romani, Lanuvio. Mi è sembrato talvolta di rileggere alcune delle più belle pagine di Ammaniti.

Il mare lontano da noi è una storia estremamente moderna, nella quale tutti possiamo ritrovarci in questo o in quel personaggio, in Serena, nella madre piena di ansie, nel fratello nichilista e con velleità da scrittore.

Una storia che, pur nella sua leggerezza e scorrevolezza di scrittura, lascia nella testa tante riflessioni, e una lieve sensazione di non-finito, come un finale aperto.

Il mare lontano da noi è soprattutto un libro per una generazione. La mia.

Quella dei trentenni italiani, perennemente in bilico tra il restare, comodo ma frustrante, il partire e il non sapere ancora quale è la strada giusta da seguire, con la continua sensazione di essere in ritardo su una tabella di marcia che impone la società è che prevede una serie di tappe obbligate: studi, lavoro, casa, famiglia, figli, lavoro 9-18.

Perché per partire ci vuole coraggio, ma ce ne vuole altrettanto per restare.

Recensione del romanzo “Il mare lontano da noi” di Cosimo Calamini, Garzanti, 2014