Cerchi un libro per Natale? I consigli di Righediarte

Alzi la mano chi  ama ricevere libri a Natale.

Sono sicura di non essere la sola che ogni anno compila lunghe liste di libri da acquistare o da farsi regalare. Per me è altrettanto piacevole scegliere il libro giusto quando sono io a volerlo donare a qualcuno che mi è caro.

Questo perché nella mia testa c’è l’idea poetica e romantica che scegliere un libro richieda tempo, amore, conoscenza del destinatario del regalo e cura del particolare. Ad esempio, non potrei mai regalare Jane Eyre ad un’amica che è appena stata lasciata dal fidanzato e magari è in una fase un po’ depressa, perché sarebbe come sparare sulla Croce Rossa.

Penso che consigliare un libro sia un atto di attenzione e amore, e regalare libri fa bene alla salute per tutta una serie di benefici legati alla lettura. Leggere infatti aiuta a ridurre lo stress e previene gli stati di ansia. Inoltre tenendo il cervello in allenamento si rallenta il processo di invecchiamento cellulare e ci sono studi che dimostrano che la lettura è utile anche nella prevenzione della demenza senile. Insomma, regalando un libro si regala benessere.

C’è poi anche un altro tema che mi sta molto a cuore: quello delle dediche; vera ciliegina sulla torta quando si regala un libro. Amo scriverle ma ancora di più leggerle sui testi che trovo nelle bancarelle del libro usato.

Mi ha sempre affascinato immaginare, ricavandole proprio dalla calligrafia delle dediche, le vite dei proprietari passati dei volumi che ora sono nelle mie mani. Quali emozioni avranno provato nel leggere proprio quel libro, se hanno amato l’odore della carta e la consistenza della copertina.

Ma sto divagando.

Questo post nasce perché proprio in questi giorni mi è capitato per caso sotto mano un libro, acquistato tempo fa, edito da Sellerio. Si tratta di “Curarsi con i libri. Rimedi letterari per ogni malanno” di Ella Berthoud e Susan Elderkin, a cura di Fabio Stassi nella edizione italiana.

In questo volume decisamente lungo sono elencate dettagliatamente tantissime malattie sia fisiche che mentali, con la corrispettiva “cura” che passa dalla lettura di uno o più libri selezionati appositamente dalle due autrici.

Ora, io non sono un medico ma sono una grande lettrice, quindi vorrei dare il mio contributo per queste feste all’orizzonte aiutandovi con una particolare lista di libri che potete prendere come spunto per i regali di Natale, a seconda della tipologia di “caso umano”.

Si tratta ovviamente di una lista del tutto personale, così come lo sono i miei consigli, senza assolutamente nessuna pretesa di essere esaustivi.

Spero però di potervi essere utile e di spingervi anche a passare da una libreria per completare i vostri regali in questi primi giorni di dicembre, stuzzicando la vostra curiosità con i titoli che vi propongo di seguito.

(Cliccando sul titolo del libro, dove presente il link, è possibile acquistare il prodotto su Amazon, mediante affiliazione a Righediarte)

Amante (libri per il proprio amante, uomo o donna):

Amore (libri per la persona amata):

Ansia (libri per chi non ne soffre e non ha paura di affrontare storie apocalittiche):

Ansia (per calmare mamme ansiose)

Arroganza (libri da regalare ad amici particolarmente pieni di sé):

Arte (libri per chi ama l’arte e per chi deve imparare ad amarla)

Apparenza (da regalare a chi crede che l’apparenza sia tutto):

Bambini (per chi sta per diventare genitore o vuole capire meglio i propri figli)

Cucina (libri per amanti della cucina):

Donne e uomini (per capirsi meglio a vicenda):

Figlie (da regalare alle nostre figlie o a chiunque nel nostro cuore occupi il medesimo posto):

Figli (da regalare ai nostri figli o a chiunque nel nostro cuore occupi il medesimo posto):

Fiori e piante (per chi ama coltivare fiori e per chi ama la natura)

Fratelli e sorelle (da regalare a chi è parte di noi):

Fotografia (libri per amanti della storia della fotografia e della pratica fotografica):

Gialli (libri per amanti del genere noir):

Lettura (libri adatti soprattutto per chi crede di non amarla):

Matematica (libri adatti alle menti matematiche):

Misoginia (libri per uomini che odiano le donne, per provare a far loro cambiare idea): 

Musica (libri per amanti della musica o per musicisti):

Nonni (libri da regalare ai nostri nonni o bisnonni, se si è fortunati):  

Resilienza (libri per chi pensa di non farcela):

Ricerca interiore (libri per chi è alla ricerca di sé stesso): 

Romanticismo (libri per eterni romantici):

Salute (libri per chi tiene alla salute o deve iniziare a occuparsi della propria e di quella degli altri)


Scrittura (per chi già scrive o vorrebbe iniziare):

Sport (libri per chi ama fare sport e per chi non si schioda dal divano):

Storia (libri per amanti della storia)

Universo e stelle (libri per amanti dell’universo):

Vecchiaia (libri da regalare a chi ha paura di invecchiare): 

Viaggi (libri per amanti dei viaggi):

Questa è la mia personale lista per i vostri regali, ora se volete scusarmi vado a compilare quella dei libri che voglio io per Natale.

E come ogni anno, sarà una lista molto lunga.

Paola Cavioni

Se ti sono piaciuti i miei post, iscriviti sul blog per rimanere sempre aggiornato.

@righediarte è anche su Facebook e Instagram

Che cosa ti aspetti da me? Lorenzo Licalzi e non solo…

Tutto in natura ha un’essenza lirica, un destino tragico, un’esistenza comica.

George Santayana

“Fortunatamente quando avevo vent’anni non c’era il mito di andare a trovare se stessi a Kathmandu, a quei tempi c’era la fame, i nazisti che giravano per le strade e le bombe che cadevano giù. Si era troppo impegnati a cercare di non morire in guerra per giocherellare con la ricerca della pace… interiore. Sopravvivere era un buon modo per ritrovare se stessi. Oggi è diverso, diverso per gli altri, diverso per me. La pace l’ho conquistata per stanchezza, per rassegnazione, per superati limiti di età, o per neuroni cerebrali perduti, forse. Da qualche parte, molto tempo fa, ho letto una frase che diceva all’incirca: il nostro destino è quello di essere inferiori all’idea che avevamo di noi stessi.”

Tommaso Guillermo Perez ha ottantadue anni, un nome altisonante, un passato da fisico nucleare e un presente sulla sedia a rotelle dopo un ictus che lo ha lasciato semi paralizzato e anche parecchio arrabbiato con la vita. È vedovo, senza figli in vita, ed è ospite di una casa di riposo romana dove gli inservienti lo hanno soprannominato “Mister vaffanculo” – vi lascio scoprire il motivo di un così gentile appellativo.

È proprio Tommaso, uscito dalla fantasia e dalla penna dello scrittore genovese Lorenzo Licalzi, a raccontare la sua storia in Che cosa ti aspetti da me? edito nel 2005 da BUR Rizzoli e sicuramente destinato a diventare un piccolo classico della letteratura italiana.

Un libro di neanche 200 pagine che riesce a riassumere con sguardo lucido, spesso cinico, un’esistenza intera, pieno di riflessioni sul senso stesso della vita “alla fine della vita”.

Lorenzo Licalzi conosce molto bene il mondo delle residenze per anziani avendone fondata e diretto  lui stesso una il Liguria.

È un mondo ordinato e confuso insieme, quello delle case di riposo.

Ordinato perché organizzato e fondato su rigidi regolamenti, spazi delimitati, divieti e concessioni, orari precisi di veglia e sonno. Ma è anche un mondo confuso dalla malattia fisica e mentale, dove spesso la mancanza di lucidità è una medicina che allevia il dolore della realizzazione del decadimento fisico, della vita che più o meno lentamente finisce.

Che cosa ti aspetti da me? suscita un misto di emozioni e ci accompagna mano nella mano in un viaggio che va dalla malinconia al sorriso, come è giusto che sia ogni esistenza.

Tristezza e speranze che emergono nel racconto della vita di Tommaso, insieme ad una costante inquietudine, una continua ricerca di qualcosa che sembra non riuscire mai a identificare e tanto meno ad afferrare, e che non gli consente di vivere gli ultimi anni della sua vita con la serenità che ogni essere umano si merita.

E mentre ci racconta la sua vita, tra successi, sconfitte, grandi dolori e curiosità sulla fisica nucleare, Tommaso ha il coraggio di rimettersi in gioco quando nel grigiore delle giornate apparentemente sempre uguali arriva Elena Mattei, che “ha settantasette anni ed è bellissima” e che cerca con dolcezza e pazienza di togliere a Tommaso la corazza di uomo burbero e intrattabile, cercando di mostrargli il suo modo di apprezzare la vita e, perché no, l’amore.

Leggendo Che cosa ti aspetti da me? non riesco a non pensare a un romanzo che ho letto qualche anno fa, che secondo me può essere considerato “l’altra faccia” della storia di Tommaso Perez.

Sto parlando di Piccoli esperimenti di felicità di Hendrik Groen (della collana “I Grandi” Tea, 2015)

Ambientato sempre in una casa di riposo, in questo caso siamo in Olanda e il protagonista è proprio Hendrik Groen, ottantatrè anni suonati, che inizia a tenere un diario il primo di gennaio per decidere se, alla fine dell’anno, valga ancora la pena vivere oppure farsi dare dal suo medico la pillola della dolce morte.

Ma in questo (forse) ultimo anno non vuole farsi mancare proprio nulla e così, insieme ad altri improbabili ospiti della casa di riposo, fonda il “Club dei vecchi ma mica morti”, con risultati … da scoprire.

Due libri che vale la pena di leggere a distanza ravvicinata, soprattutto ora che ci si avvicina alla fine dell’anno, momento di bilanci, per cogliere i punti di vista differenti di due facce della stessa medaglia.

Che cosa ti aspetti da me? e Piccoli esperimenti di felicità sono due riflessioni diverse su uno stesso tema, quello dell’invecchiamento, che può essere considerato un privilegio, un’età dell’oro, un tempo regalato. Oppure una condanna.

Spetta a ognuno decidere da quale parte stare.

Paola Cavioni

Se ti sono piaciute le mie recensioni, iscriviti sul blog per non perdere i prossimi post.

Puoi acquistare i due libri su Amazon ai seguenti link:

Che cosa ti aspetti da me?

Piccoli esperimenti di felicità