Lune-dì Scrittura. Il Viaggio dell’eroe di Christopher Vogler e Midnight in Paris di Woody Allen

“Il viaggio dell’Eroe non è un’invenzione, ma un’osservazione. È il riconoscimento di un modello eccellente, un insieme di principi che governano il modo di vivere e il mondo della narrazione così come la fisica e la chimica regolano il mondo fisico.”

Il viaggio dell’eroe, che ha ormai quasi trent’anni di vita ed è la base per molti testi di scrittura creativa, è un manuale classico per approcciarsi allo studio delle tecniche di scrittura della fiction (romanzo e cinema). Il suo autore è Christopher Vogler, analista di sceneggiature per Warner Bros e 20th Century Fox, nonché docente nella prestigiosa università UCLA di Los Angeles.

Con la sua opera, Vogler porta alla luce, come fosse uno scultore che dalla pietra cava la sua statua, le strutture archetipiche, i modelli che danno corpo e struttura alla narrazione, che fanno scaturire nel pubblico quel meccanismo di riconoscimento ed empatia determinante per il successo della storia stessa.

Questa ovviamente è una sintesi del lavoro di Vogler, che moltissimo deve a Joseph Campbell e al suo L’eroe dai mille volti, che a sua volta attinge a piene mani dalla psicologia di Jung e dal mito.

Ma cosa dice di originale Vogler?

Il viaggio dell’eroe di Christopher Vogler (Dino Audino Editore)

Dice che in ogni “storia”, intesa come narrazione con un inizio e una fine, ha una struttura in tre atti (ma questo già ce lo aveva detto Aristotele). Ogni atto è suddiviso in momenti che rappresentano le tappe di un Viaggio, che può essere fisico o metaforico, e che portano l’Eroe protagonista da una condizione di “ordinarietà” all’avventura in un mondo nuovo, straordinario, che lo porta a cambiare la propria visione del mondo e anche lati della propria esistenza che non lo facevano vivere nella piena soddisfazione (si parla in questo caso di need, un bisogno profondo).

I passaggi sono riassumibili come di seguito:

Primo atto:

  • Mondo ordinario: l’Eroe si trova all’interno del suo Mondo Ordinario, può amarlo o sentirselo andare stretto, ma è comunque all’interno di quella che potremmo definire la sua zona di comfort;
  • Chiamata all’avventura e rifiuto della chiamata: l’Eroe si trova di fronte ad un problema che lo catapulta fuori dal mondo delle sue certezze e, come ogni cambiamento, lo fa andare in crisi fino a rifiutare questa chiamata alle armi.
  • Incontro con il Mentore: il Mentore, colui che funge da guida, può manifestarsi sotto varie sembianze, può anche non essere umano in alcuni casi, ma ha sempre comunque il compito di preparare l’eroe ad andare verso l’ignoto, fornendo le armi per affrontare l’avventura.
  • Superamento della prima soglia: a questo punto l’Eroe è pronto a varcare la soglia ed entrare nel Mondo straordinario.

Secondo atto:

  • Prove, alleati e nemici: oltrepassata la prima soglia, l’Eroe incontra delle prove sul suo cammino, e ad aiutarlo o a ostacolarlo ci sono dei personaggi “archetipici”: Alleati o Nemici
  • Avvicinamento alla caverna più profonda: l’Eroe giunge finalmente ai confini del luogo più pericoloso, dove si nasconde il reale oggetto della sua ricerca.
  • Prova centrale: qui l’Eroe si scontra con la sua paura più grande, affronta la morte (anche sotto forma di metafora) e la guarda in faccia. È il momento in cui tipicamente il pubblico resta con il fiato sospeso. Il nostro eroe se la caverà? Ci sarà il lieto fine?
  • Ricompensa: l’Eroe sopravvive ed entra finalmente in possesso della ricompensa tanto desiderata, che fuor di metafora rappresenta la consapevolezza, la conoscenza e una maggior comprensione della propria esistenza.

Terzo atto:

  • Via del ritorno: l’Eroe non è ancora fuori pericolo perché si trova ancora fuori dal suo Mondo Ordinario e in questa fase deve decidere se intende tornarci oppure se vuole seguire per sempre il Bianconiglio e rimanere nel Mondo Straordinario.
  • Resurrezione: l’Eroe viene messo nuovamente alla prova, quella definitiva, ed è l’esame conclusivo per verificare se ha realmente imparato la lezione appresa nella Prova Centrale.
  • Ritorno con l’elisir: l’Eroe ha finalmente compreso il senso profondo del suo viaggio e non è più la stessa persona che è partita per l’avventura, spesso è anche cambiata fisicamente ed esteriormente oltre che interiormente.

La straordinarietà del modello di Vogler e la sua universalità è facilmente riconoscibile: basta pensare a qualsiasi film che abbiate visto di recente e incastrare i passaggi nello schema appena illustrato. Non importa che i momenti ci siano tutti, e a volte non sono neanche nello stesso ordine, ma l’ossatura profonda rimane, sempre.

E per fare un esempio concreto, in questa quarta pillola di storytelling, vediamo come la struttura del viaggio dell’eroe può essere applicata al film Midnight in Paris, scritto e diretto da Woody Allen con Owen Wilson e Rachel McAdams.

Midnigth in Paris (2011): trama e analisi

Il protagonista è Gilbert Pender, Gil per tutti, interpretato da Owen Wilson e dal suo caratteristico taglio di capelli.  

Gil è un brillante sceneggiatore che sta per sposarsi con la bellissima fidanzata Inez, dovrebbe essere un momento felice eppure Gil soffre di attacchi di panico, è depresso ed è insoddisfatto del suo lavoro che non trova più stimolante.

La coppia è a Parigi insieme ai genitori di lei, che non vedono di buon occhio Gilbert e preferiscono di gran lunga Paul, intellettuale borioso vecchia conoscenza di Inez, che a sua volta nutre un debole per l’uomo e non fa neanche troppa fatica per nasconderlo.

Gil vorrebbe trasferirsi a Parigi, città che ama, anche perché spera che l’atmosfera magica della città lo aiuti a terminare il suo primo vero romanzo, per poter dire addio definitivamente alla carriera di sceneggiatore e diventare un “vero” scrittore.

Gil però, spinto da Inez, molto attaccata alla apparenze e con i piedi bel piantati a terra, è reticente a fare il grande passo a buttarsi nella nuova avventura fino a quando… Fino a quando una notte, a mezzanotte precisa, è l’avventura che arriva da lui, nelle sembianze di una vecchia automobile che lo trasporta indietro direttamente in quella che per lui è la sola età dell’oro: gli anni ’20.

Qui, fra fumosi café parigini e lo studio di Gertrude Stein, Gil conosce i suoi più grandi idoli: Zelda e Francis Scott Fitzgerald, Ernest Hemingway, Pablo Picasso, Luis Buñuel, Salvador Dalì, Cole Porter, Man Ray e soprattutto Adriana. Quest’ultima gli fa capire che non ha senso continuare a guardare ad un passato ideologizzato per nascondersi e non affrontare le frustrazioni, ma anche le gioie, della vita quotidiana.

Senza entrare troppo nel dettaglio della trama per non anticipare nulla a chi ancora non lo abbia visto, in Midnight in Paris troviamo tutte le strutture del Viaggio dell’eroe vogleriano.

Abbiamo un eroe inconsapevole, Gil, che non sembra proprio il prototipo di eroe senza paura, anzi. È pieno di incertezze e ansie, ha scelto la strada che apparentemente sembra la più giusta per lui: il matrimonio con una ragazza bella e ricca. Ma è quello che vuole? Capiamo subito che il Mondo Ordinario di Gil gli va stretto, lo manifesta nelle sue ansie e dal suo continuo “guardare indietro”, al mito dei ruggenti anni ’20 parigini.

La sua Chiamata all’avventura inizia nel momento in cui mette piede sull’auto che lo trasporta magicamente indietro di novant’anni e gli fa incontrare personaggi che, in un modo o nell’altro, fungono da Mentore nel cammino di cambiamento da sceneggiatore frustrato a scrittore: Hemingway e la Stein per primi.

Da quando mette piede negli anni ’20 inizia il cammino di avvicinamento alla caverna più profonda, il confronto con le sue paure: la paura della morte ma in sostanza la paura di scegliere di non vivere, seguendo una strada che non sente sua.

Ma Gil prova a rimanere aggrappato alla sua vecchia vita, vorrebbe condividerla con la sua fidanzata, ma lei non può capire. E in agguato c’è Paul, il nemico, contro cui Gil vince con l’astuzia, anche se in apparenza può sembrare il contrario…

Gil deve cercare da solo la sua ricompensa, dopo averla individuata, per poi tornare dal viaggio con un elisir unico: la consapevolezza di chi è e di cosa vuole diventare.

Gli elementi del Viaggio dell’eroe ci sono tutti, anche se apparentemente la storia di Midnight in Paris possa sembrare lontanissima dal Mito. Ma è scavando sotto la superficie che si trova la struttura di base.

Midnight in Paris a mio parere è assolutamente imperdibile per capire come costruire un soggetto che abbia corpo, una palestra per aspiranti autori, un film universale e bellissimo non solo per la brillante sceneggiatura ma per il messaggio che lascia nello spettatore: quale è la tua età dell’oro?

Non deve essere un tempo o un luogo fisico, ma uno condizione mentale.

Una volta che l’hai individuata, seguila anche a costo di camminare da solo sotto la pioggia.

Seguila senza rimpianti, perché la paura è il solo reale limite che ci autodistrugge e ci impedisce di vivere.

Paola Cavioni

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Lune-dì Scrittura, pillole di storytelling: scrivere è un’abitudine, non un’arte, con Ann Handley

Stai cercando un testo che ti aiuti a migliorare la resa dei tuoi post sui social media?

Ami scrivere ma non sai come indirizzare i tuoi sforzi per farti conoscere sul web?

Vuoi capire meglio come scrivere in modo efficace su Facebook e LinkedIn?

Non riesci a superare il blocco dello scrittore?

Questo libro fa al caso tuo.

Le nuove regole della scrittura. Strategie e strumenti per creare contenuti di successo, di Ann Handley.

Un libro in cui tecniche di web marketing e storytelling vanno a braccetto, che contiene principi generali e tecniche applicabili a ogni tipo di lavoro inerente la scrittura.

Il consiglio che riporto in questo secondo appuntamento con i Lune-dì Scrittura è una frase provocatoria che dà titolo al secondo capitolo: scrivere è un’abitudine, non un arte.

Ann Hardley riassume così la spinosa questione ispirazioneVSmetodo:

  1. Ritagliati del tempo ogni giorno, quando sei più fresco.

2. Non scrivere tanto, scrivi spesso.

Questo vuol dire che, a prescindere dal fatto che tu ti senta o meno “ispirato”, devi sederti e scrivere, scrivere, scrivere. L’ispirazione arriverà.

Vuol dire anche che momento di maggiore produttività di ogni creatore di contenuti è assolutamente variabile durante la giornata e dipende da molti fattori individuali.

C’è chi scrive meglio appena sveglio alle cinque del mattino dopo una buona dose di caffè, chi invece preferisce fermare i pensieri sulla carta nel silenzio della notte, quando la famiglia già sta dormendo.

L’importante, dopo avere individuato questo momento, è procedere con una pianificazione puntuale e con un piano d’azione.

Perché la scrittura è metodo, dedizione e costanza. Solo in questo modo si può superare l’ansia della pagina bianca.

Perché se pensi che l’ispirazione ti cada in testa da un momento all’altro, forse non sei sulla buona strada…

Ann Handley è Chief Content Officier di MarketingProfs, azienda di formazione è ricerca seguita dalla più grande comunità mondiale di esperti di marketing.

Il libro, edito da Hoepli, è acquistabile anche su Amazon, per andare direttamente allo shop dal link affiliazione di Righediarte clicca QUI.

Paola Cavioni

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Lune-dì Scrittura, pillole di storytelling. Il grande libro della scrittura di Marco Franzoso

“La scrittura non è mai stata un lavoro oneroso per me ma qualcosa che essenzialmente mi dava piacere (soprattutto se accompagnato dall’ascolto di tanta buona musica piacevole e qualche sorso di prosecco altrettanto gradevole). Scrivo sempre ascoltando tanta musica che influisce abbastanza sul taglio e sul tono e sul ritmo della mia scrittura che vorrebbe assomigliarli il più possibile.”

Alberto Arbasino, 2004

Caro lettore di Righediarte, inauguro oggi una nuova rubrica del lunedì dedicata all’arte della scrittura con Lune-dì Scrittura, sperando di poter essere utile a chiunque senta di avere una storia da raccontare ma non sa da quale parte iniziare.

Lo storytelling è un argomento che mi appassiona tantissimo sia come lettrice che come bookblogger, perché conoscere e comprendere le tecniche e le macrostrutture che sono alla base di ogni produzione letteraria (ma anche cinematografica) fornisce gli strumenti per apprezzare il reale valore di un’opera.

Ogni lunedì darò una “pillola” di storytelling partendo da un testo specifico.

Il mondo dei manuali di scrittura è davvero infinito, quello che voglio fare è provare ad indicare un possibile percorso di lettura che passi attraverso la manualistica classica (per chi già più esperto, Il viaggio dell’eroe di Vogler per esempio, pietra miliare per chiunque si approcci alla scrittura e di cui parlerò nei prossimi post della rubrica) ma anche, come nel caso di oggi, testi più recenti e, a mio avviso, molto completi, precisi e di facile lettura.

Inizio con Il grande libro della scrittura. Manuale pratico, avventuroso, e filosofico per scrivere qualsiasi storia, edizione il Saggiatore (2020), di Marco Franzoso perché davvero rappresenta un perfetto lavoro di sintesi, rielaborazione e innovazione rispetto al tema della costruzione di una storia e di un romanzo.

Dalle prime pagine di questo bellissimo testo prendo il primo consiglio di scrittura che trovo molto utile per chi aspiri a diventare un autore.

La prima pillola è la Regola delle 25 parole.

Per quanto possa suonare insolito un buon romanzo si può riassumere tranquillamente in 25 parole, non di più.

Per esempio “la giornata di un uomo normale è rivivere nel quotidiano le tappe di un’Odissea contemporanea.”

Lo hai riconosciuto? È l’Ulisse di James Joyce!

Qualsiasi storia tu abbia in mente, dopo averne scritto una breve sinossi (parleremo anche di questo più avanti) prima ancora di pensare all’intreccio, al carattere dei singoli personaggi o alle scene, prova a riassumere la trama rimanendo entro le 25 parole.

Se ci riesci, significa che la storia sta in piedi! Altrimenti non hai bene in mente il punto di partenza e quello di arrivo della tua narrazione.

Prova e riprova fino a quando la frase fila senza intoppi, quando sarai soddisfatto puoi iniziare a scrivere tutto il resto. Facile no? Diciamo che è più facile a dirsi che a farsi, ma è solo iniziando a scrivere che capirai quello che sto dicendo.

Il grande libro della scrittura è un manuale completo, che tratta del processo di scrittura dalla fase iniziale di individuazione dell’idea che fa da traino alla storia, fino all’editing del romanzo e alla vita dello scrittore, in bilico fra il sacro fuoco e le frustrazioni del quotidiano.

Un libro che pulsa di vita e di amore per la scrittura, non semplice elencazione di tecniche e autori, con moltissimi esempi presi dalla grande narrativa mondiale.

Un testo essenziale per chi voglia iniziare a esplorare il mondo della scrittura, ma anche per l’autore esperto che sente di dovere approfondire e affinare la propria tecnica.

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Paola Cavioni

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Panoramiche di marzo

Aspettando la primavera:

  • Una vita per l’arte, di Peggy Guggenheim, Rizzoli Editore (1979)
  • Revolutionary Road, di Richard Yates, Minimum Fax (1961)
  • Il terzo uomo sulla luna, di Francesco Gazzè, Dalai Editore (2002)
  • Quando l’amore nasce in libreria, di Veronica Henry, Garzanti Editore (2017)
  • Ciò che inferno non è, di Alessandro D’Avenia, Mondadori (2014)

marzo

Il mondo è nelle mani di coloro che hanno il coraggio di sognare – P.Coelho

C’è una piccola libreria dove si respira profumo di favole e di sogni che si realizzano.

C’è un piccolo angolo di pace dove i piccoli adulti di domani possono imparare ad amare il mondo dei libri, delle storie antiche e moderne, sperimentare esperienze nuove e coinvolgenti.

C’è un’oasi di tranquillità dove ad accoglierti c’è il sorriso di una giovane e coraggiosa libraia, Mariangela, che da sola ha saputo realizzare il suo sogno, con la S maiuscola, in un mondo che ha sempre meno tempo di leggere e ancora meno tempo per apprezzare la vera bellezza e l’emozione di perdersi nelle pagine di un libro.

Il sogno è quello di aprire una libreria indipendente e questo posto magico si chiama Favole a Merenda.

Siamo a Mirabello di Pavia, piccolo comune sorto all’interno di quel vastissimo parco che, negli anni fra il 1300 e il 1500, dal Castello di Pavia arrivava fino alla Certosa, parco di caccia di proprietà della famiglia Visconti prima e degli Sforza poi.

Favole a Merenda è una libreria nata nel 2011, interamente dedicata al mondo dei bambini, dai 3 ai 13 anni e a tutti quelli che bambini lo sono rimasti dentro.

Tutto è a misura di bambino, dalla selezione dei libri alle proposte educative. L’emozione che si prova ad entrare in un posto così però è per tutti. E non ci sono solo i libri. Si organizzano anche pomeriggi creativi e percorsi a tema: sull’arte, sui colori, sulle feste.

Dai classici a Geronimo Stilton, dai manuali creativi alle storie di Harry Potter, non manca niente.

Voglio credere che ci siano ancora tanti bambini e tanti genitori che apprezzino di più i viaggi di Ulisse, la storia di Jo March e delle sue sorelle, le follie del Cappellaio Matto piuttosto che i giochi della playstation che ti obbligano a non pensare.

Grazie Mariangela per il lavoro che fai. Grazie per il tuo sogno.

Grazie perchè ci permetti  di non abbandonare mai il mondo delle favole.

 

Per info: Favole a merenda, di Mariangela Ferrari, via Mirabello 338 (Pavia).

Tel. 0382 468958; favoleamerenda@virgilio.it

 

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