“Riluci d’oro dove la vita ti ha scheggiato”

Un uomo in viaggio verso la casa dove è nato.

Due coppie su un aereo che li porterà in vacanza.

Il regista.

Anna e Michele.

Andrea ed Elena.

Vite che si intrecciano verso la stessa meta. Istanbul.

Istanbul che risplende come le tessere d’oro dei mosaici di Santa Sofia.

E poi un incidente.

Un tradimento.

Persone che pensano di conoscersi ed invece non ci conoscono affatto.

Vite che si ricostruiscono, che si scoprono e riscoprono, che rinascono.

Segreti che si lasciano svelare solo grazie al perdono concesso dal tempo.
Sono questi gli elementi del romanzo del 2013, di cui da poco è uscita la versione cinematografica, scritto dal regista turco Ferzan Ozpetek (1959).

Ozpetek conferma anche in questo caso di ispirarsi alla gente comune per dare un corpo e una storia ai personaggi delle sue opere. Un romanzo che sembra una sceneggiatura.

“Io, invece, mi guardo sempre intorno. Ascolto le conversazioni altrui. Mi chiedo che cosa stiano digitando, le persone, sulla tastiera del loro cellulare, a chi rispondano. Cerco di immaginare le loro storie chiuse dentro ad un telefonino. E i loro segreti, i rimpianti, i sogni. Per raccontarli nei miei film. Qualcuno ha detto che sono un ladro di storie, e forse è davvero così.”

Ladro di storie, ladro di vite. Di quelle vite che ci mostra anche nei suoi film, che non sempre hanno una direzione ben precisa, anime graffiate che riescono però a trovare la forza per continuare ad amare.

“Impara anche questo: sei amata quanto ami”

Perché Rosso Istanbul è soprattutto questo, un libro che parla dell’amore in tutte le sue forme, senza nessun confine.

“Ma adesso so che è questo il punto dell’amore: avere qualcuno che ti aspetta davanti alla porta, la sera. Qualcuno che ti abbraccia. Qualcuno tra le cui braccia, anche se solo per un giorno e non per sempre, ti senti a casa. […] Che cos’ho imparato sull’amore? Quello che ho imparato sull’amore è che l’amore esiste. […] Ho imparato che ci sono amori impossibili, amori incompiuti, amori che potevano essere e non sono stati […] ho imparato, e in questo ha ragione mia madre, che è possibile amare due persone contemporaneamente”

Un libro da leggere tutto d’un fiato. Che dura il tempo di un film, ma ti rimane cucito addosso.

rosso istanbul

 

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