Ciao amore ciao (27 gennaio 1967)

Lascia che sia fiorito
Signore, il suo sentiero

quando a te la sua anima

e al mondo la sua pelle
dovrà riconsegnare
quando verrà al tuo cielo
là dove in pieno giorno
risplendono le stelle.

Quando attraverserà
l’ultimo vecchio ponte
ai suicidi dirà
baciandoli alla fronte
venite in Paradiso
là dove vado anch’io
perché non c’è l’inferno
nel mondo del buon Dio.

Fate che giunga a Voi
con le sue ossa stanche
seguito da migliaia
di quelle facce bianche
fate che a voi ritorni
fra i morti per oltraggio
che al cielo ed alla terra
mostrarono il coraggio.

Signori benpensanti
spero non vi dispiaccia
se in cielo, in mezzo ai Santi
Dio, fra le sue braccia
soffocherà il singhiozzo
di quelle labbra smorte
che all’odio e all’ignoranza
preferirono la morte.

Dio di misericordia
il tuo bel Paradiso
lo hai fatto soprattutto
per chi non ha sorriso
per quelli che han vissuto
con la coscienza pura
l’inferno esiste solo
per chi ne ha paura.

Meglio di lui nessuno
mai ti potrà indicare
gli errori di noi tutti
che puoi e vuoi salvare.

Ascolta la sua voce
che ormai canta nel vento
Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.
Dio di misericordia
vedrai, sarai contento.

Queste le parole che Fabrizio De André dedica all’amico Luigi Tenco nella canzone Preghiera in gennaio, scritta appena dopo il suo funerale.

La storia è nota, Tenco si suicida dopo una serata del Festival di Sanremo, fra il 26 e il 27 gennaio 1967, lasciando costernati ed increduli gli altri musicisti presenti alla kermesse musicale e sopratutto l’amica (amante?) Dalida, fra le prime ad accorrere nella stanza  dove si trovava il corpo del cantautore. Inutile ricordare che la canzone portata al Festival da Tenco era la ben nota Ciao Amore Ciao.

Gesto estremo di un depresso oppure gesto di estrema coerenza rispetto al valore dato al proprio lavoro  e alla propria dignità di musicista? Penso che nessuno potrà mai dare risposta a questa domanda.

Mi piace ricordare la storia di questo artista malinconico e sfortunato con la canzone di De André. Un testo di non facile comprensione ma ricco di immagini poetiche e di misericordia, che si potrebbe definire cristiana se De André non fosse stato dichiaratamente ateo.

In un momento storico nel quale la Chiesa Cattolica ancora condannava fortemente il suicidio come atto contro Dio, Faber si scaglia contro i veri carnefici (“signori benpensanti”) e descrive l’arrivo di Tenco in Paradiso. Dio lo accoglie fra le sue braccia, insieme agli altri morti suicidi, e lo bacia come farebbe un padre. Il terzo girone dantesco non potrebbe essere più lontano da questa immagine di misericordia, di amore e di speranza di redenzione.

Meravigliosa è la chiusura, un  quadro espresso in musica. E me lo immagino davvero Tenco, che avrà 29 anni per sempre, che ancora canta nel vento Ragazzo mio o Un giorno dopo l’altro.

 

“Guardare ogni giorno se piove o c’e’ il sole, per saper se domani si vive o si muore e un bel giorno dire basta e andare via … Ciao amore, ciao amore, ciao amore ciao”

 

 

Provando a leggere di venerdì sera.. 

“Gli scettici della natura umana, che sono molti e ostinati, sostengono che se è vero che l’occasione non sempre fa l’uomo ladro, é anche vero che lo aiuta molto”

Da Cecità di J. Saramago 
Caro José, sono d’accordo con te. 

Anche se ho sempre pensato che l’occasione non faccia l’uomo ladro, semplicemente lo fa uomo, quale è. 

Un groviglio di carne e sentimenti, che raramente sa resistere alle tentazioni. Suvvia, siamo su questa Terra una volta soltanto. 

Buongiorno, con le parole di Pennac

“Il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere”

I diritti imprescrittibili del lettore secondo Daniel Pennac:

  1. Il diritto di non leggere
  2. Il diritto di saltare le pagine
  3. Il diritto di non finire un libro 
  4. Il diritto di rileggere
  5. Il diritto di leggere qualsiasi cosa
  6. Il diritto del bovarismo (malattia testualmente contagiosa)
  7. Il diritto di leggere ovunque
  8. Il diritto di spizzicare 
  9. Il diritto di leggere a voce alta
  10. Il diritto di tacere 

Da libro “Come un romanzo”

Buona giornata a tutti 

Happy Birthday Cavern Club!

There is a place
Where I can go
When I feel low
When I feel blue
And it’s my mind
And there’s no time when I’m alone

There’s A Place (Lennon-McCartney), dall’album Please Please Me

Quello che Picasso ha rappresentato per le arti visive, i Beatles lo hanno rappresentato per la musica.

Oggi ricorre il compleanno di un luogo che molto ha a che fare con la storia della band inglese che ha rivoluzionato i canoni della musica del suo tempo e impresso un’impronta indelebile nella musica a livello mondiale.

Esattamente 60 anni fa a Liverpool, al numero 10 di St. Mathew Street, veniva inaugurato il Cavern Club, il mitico locale che all’inizio degli anni ’60 ha visto la nascita del fama dei Beatles, ancora prima dell’arrivo di Ringo Starr. Si potrebbe definire il luogo da cui tutti è partito.

Anche se del locale originale ormai rimane ben poco, il mito rimane immutato.

I’m glad it’s your birthday, Cavern!

beatles-cavern-1961

Follia in gennaio

“Per quanto mi riguarda, gennaio e febbraio non sono che un aperitivo al piatto forte del calendario, da marzo in poi, quando puoi finalmente portare il cane a passeggio con addosso soltanto un gilet imbottito. E’ allora che formulo i miei buoni propositi per l’anno nuovo…”

Elisabeth Egan, La felicità è una pagina bianca

Per me la felicità non è una pagina bianca. E’ una pagina piena di lettere, è così da sempre.

La felicità è il profumo di un libro nuovo. E’ accarezzare le pagine di un romanzo appartenuto ai tuoi nonni. E’ vedere tutte in fila le copertine del tuo autore preferito, in ordine nello scaffale della tua camera da letto. E’ scoprire un nuovo scrittore e pensare “come ho fatto a vivere fino ad ora senza di lui???”.

Il Natale appena passato è stato diverso dai soliti. Per la prima volta dopo tanti anni nessuno ha pensato di regalarmi un libro. Ci sono rimasta male come una bambina cui tolgono la testa alla sua Barbie del cuore, come quando ti cade l’ultimo pezzo di ghiacciolo, come quando cancellano la tua serie preferita prima che tu veda come va a finire.

Nonostante questo non mi sono persa d’animo e, dopo una sana scappatella in libreria, l’anno è iniziato insieme a tutti i suoi buoni propositi.

Per questo 2017 raccolgo la provocazione di una blogger che seguo con molto interesse (e ammirazione!), Beatrice Borini de L’angolo dei libri.

La provocazione? Leggere 60 libri in un anno. Per quanto io ci capisca ben poco di matematica, questo vuol dire 5 al mese, quindi almeno uno a settimana. Scary.

La sfida è ardua, direi quasi epocale (o da folli) per chi, come me, ha un marito, una figlia, un cane e soprattutto un lavoro a tempo pieno. E una giornata che, per quando io mi sforzi, continua a rimanere sempre di 24 ore. Ma se non siamo matti non ci piacciamo, quindi ci proviamo. E se non dovessi riuscirci, soccomberò combattendo (smile).

Per il mese di gennaio sono al libro numero 3 di questo elenco:

  • I baci non sono mai troppi di Raquel Martos;
  • Il Giovane Holden di J.D. Salinger
  • La felicità è una pagina bianca di Elisabeth Egan
  • Le dee dentro la donna di Jean S. Bolen
  • Cecità di José Saramago

Ammetto che c’è un pò di tutto, in linea con i miei gusti onnivori in fatto di letteratura. Dalla narrativa “leggera” contemporanea, ai classici moderni, alla psicologia femminile (ho di recente scoperto che l’archetipo femminile cui tendo è quello di Atena, ve ne parlerò. Nel frattempo, grazie Jean Bolen per il momento di autoconsapevolezza).

Grazie anche alla compagnia di questi libri, è stato un inizio di anno interessante, spero solo di riuscire a mantenere il ritmo, eliminando tutto ciò che è per me superfluo e che alla fine non mi fa stare bene.

E voi?

Avete già letto qualcuno di questi libri?

Avete qualche proposito interessante per questo anno nuovo?

A parte quello, si sa, di non fare buoni propositi.

5-di-gennaio

 

 

 

Sei arrivato, 2017

Ultimamente ho poco tempo per scrivere, o forse manca solo l’ispirazione giusta.

In compenso il tempo per leggere, quello non deve mancare mai per stare davvero bene. 

I medici dovrebbero aggiornare i loro protocolli: per la salute e’ necessario mangiare bene, fare sport, dormire 8 ore per notte e leggere tanti romanzi!

Prima settimana del nuovo anno, meritate ferie, chiusa in casa perché mia figlia e’ influenzata, sono al secondo libro del 2017 (il primo è un romanzo della spagnola Raquel Martos, I baci non sono mai troppi).

Per la serie “chi ben comincia”.. 

Buon anno!!!!